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A SPASSO PER LA VIA FELIX

L’ultimo tratto casertano dell’Appia: il tesoro archeologico della Via Felix (parte 1)

Il Cammino della Via Felix è ospite come co-espositore del Comune di Capua e della Regione Campania in occasione della 26esima edizione della BMTA, Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in programma dal 31 ottobre al 2 novembre 2024 al NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio di Capaccio Paestum (SA). La BMTA è l’occasione di riflettere sul peso dell’archeologia sugli attuali flussi turistici, ma soprattutto di esplorare il tesoro archeologico dell’Anello oltre la Reggia: l’ultimo tratto casertano della Via Appia, che collega le bellezze di Capua con l’antico emporium di Calatia, l’attuale Maddaloni.

tempo di lettura: 5 minuti

Dal 23 luglio, la Via Appia è ufficialmente diventata parte dei siti monumentali patrimonio dell’UNESCO. Perché si tratta di un riconoscimento così importante, al quale anche la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum dedica così tanta attenzione? Anzitutto, per un motivo numerico: l’Italia, con questa nomina, raggiunge quota 60 siti tutelati, issandosi in cima alla classifica mondiale e confermandosi meta preferenziale per il turismo archeologico da tutto il mondo. Si tratta, però, di un evento ancor più importante per il Mezzogiorno del Paese (nel nostro piccolo, per la provincia di Caserta), che ha così l’opportunità di costruire attorno a questa strada così speciale un processo di riscoperta della propria identità storica e territoriale.

Il Cammino della Via Felix alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum (31 ottobre – 2 novembre 2024), in compagnia dei funzionari del Museo Provinciale Campano di Capua.

LA VIA APPIA: LE ORIGINI DI UNA STRADA UNICA AL MONDO

La domanda, però, resta una: cosa rende unica la Via Appia? Per rispondere, dobbiamo risalire alla genesi di questa strada. La sua creazione, infatti, si inserisce nel progetto, visionario e in anticipo sui tempi, di creare nuove vie di comunicazione per un territorio – quello dell’Antica Roma – al tempo in fortissima espansione. Siamo infatti nel 312 a.C.: in quell’anno, il console Appio Claudio Cieco dà vita al progetto embrionale della strada, con l’obiettivo di unire la capitale Roma con… l’Altera Roma, la ricca Capua, città a fortissima vocazione commerciale, da poco annessa ai territori della Repubblica. Con la progressiva espansione della sua influenza su tutta la Penisola italiana e oltre, Roma si trova ben presto a fronteggiare la necessità di “tagliare” in due l’Italia attraverso gli Appennini, per connettere le coste tirreniche a quelle adriatiche e aprirsi, quindi, un varco via mare a Est.

Questo è un concetto che oggi – nell’era delle autostrade a lunga percorrenza e delle tratte ferroviarie ad alta velocità – daremmo quasi per scontato, ma che non lo è affatto nel III secolo a.C., quando il progetto si amplia: le nuove tappe finali della Via Appia diventano, perciò, prima Tarentum e poi Brundisium. Si tratta delle antiche Taranto e Brindisi, oggi come allora porti rilevanti per i commerci verso Oriente. Nell’unire Roma al Mar Ionio e al Mar Adriatico, la via Appia – ormai ufficialmente ribattezzata Regina Viarum, la regina delle strade – finisce per intrecciare lungo i suoi oltre 1.000 chilometri di espansione le vestigia di antiche e importanti città, paesaggi notevoli, storie di personaggi straordinari e tutto un insieme di luoghi d’interesse che abbraccia oltre 2.000 anni di storia.

Due scorci peculiari dell’Antica Capua: il ponte romano sul Volturno (oggi nel comune di Capua) e l’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere.

IL TRATTO APPIO DELL’ANELLO OLTRE LA REGGIA: COSA VISITARE PER RITROVARE LA MAGIA DELL’APPIA

Una delle domande che i viaggiatori che arrivano lungo la Via Felix ci pongono spesso è questa: esistono tratti del Cammino della Via Felix sui quali è possibile vedere ciò che era la Via Appia un tempo? Ebbene, la risposta è sì. Ben nove dei dodici comuni attraversati dalla Via Felix formavano, infatti, parte del tracciato originario dell’Appia (ad eccezione di Caserta e dei due comuni posti alle estremità dell’Anello oltre la Reggia, vale a dire San Tammaro e Valle di Maddaloni). I restanti nove comuni, tutti collegati da un unico asse viario formato dalla SS7 Appia (una strada statale che riprende l’antico nome tradizionale), presentano pressoché tutti un’archeologia estremamente ricca e interessante. Ciò rende queste cittadine dei luoghi molto indicati al turista che voglia riscoprire la storia della Campania Felix attraverso la visita a luoghi oggi ritenuti “minori” nella geografia amministrativa del territorio, ma che un tempo erano estremamente significativi per l’economia della Campania e della Penisola italiana.

Quali sono, perciò, i comuni della Via Felix toccati dall’Appia?

I 9 comuni della Via Felix attraversati dall’Appia

Questo è l’elenco dei 9 comuni che costituiscono l’ultimo tratto casertano della Via Appia e conservano le maggiori vestigia storiche e culturali

  • Capua
  • Santa Maria Capua Vetere
  • San Prisco
  • Curti
  • Casapulla

    Questo blocco di cinque comuni un tempo costituiva una buona parte del territorio dell’antica Capua (che peraltro si espandeva anche oltre).
  • Casagiove
  • San Nicola la Strada
  • San Marco Evangelista
  • Maddaloni

    Quest’ultima era sede dell’altro grande centro mercantile della zona, Calatia.

Nel prossimo appuntamento del nostro blog, andremo a proporti una sorta di “wish list” di tutti i principali musei, monumenti e siti di interesse che è possibile ritrovare lungo l’ultimo tratto casertano della Via Appia, con l’obiettivo di riscoprire insieme la forte vena archeologica che il Cammino della Via Felix ancor oggi conserva a chi viene a esplorarlo.

Stay tuned!

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