A SPASSO PER LA VIA FELIX
In Cammino lungo la Via Felix: Piedimonte di Casolla, la gemma del “Sentiero Reale”
Quante sono le frazioni di Caserta? Perché Casolla, tra tutte, è così importante dal punto di vista storico, artistico e artigiano? Il nuovo post del nostro architetto divulgatore, Francesco Cimmino, ci aiuta – passo a passo – a ricostruire la storia di questo piccolo borgo dei monti Tifatini, una chicca da non perdere per chi è in cammino lungo la Via Felix.
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Quante frazioni ha Caserta? Ben ventitré, tutte molto antiche e ricche di beni di valore storico e culturale. Eppure, aldilà del mercato di Caserta, per chi vive la città, pare non esserci null’altro di interessante, se non la salita per Casertavecchia. Non è affatto così: oltre lo scoglio fisico e mentale della “Variante Appia”, si nascondono infatti dei veri tesori della nostra storia, quali San Leucio e Vaccheria, Puccianiello, Mezzano, Santa Barbara, Tuoro, Garzano e Casolla. O meglio, Piedimonte di Casolla. In questo articolo proveremo a scoprire cosa vedere a Casolla e perché questo piccolo borgo è stato così importante in passato, raggiungendo addirittura le Esposizioni Universali, grazie al sapere artigiano dei suoi abitanti.
PIEDIMONTE DI CASOLLA: IL TESORO CHE NON TI ASPETTI NEL CUORE DELLA VIA FELIX
Piedimonte di Casolla è un borgo rurale sviluppatosi ai piedi dell’abitato di Casertavecchia. Dopo la decaduta di quest’ultimo, divenne nel Cinquecento un importante riferimento per la comunità locale, grazie alla famiglia Alois che nel suo palazzo ospitò poeti e letterati. Tra le ventitré frazioni di Caserta, quindi, Piedimonte di Casolla è oggi forse quella più densa di emergenze architettoniche, peraltro di grande qualità storico-artistica.


COSA VEDERE A PIEDIMONTE DI CASOLLA
A un viaggiatore che chiedesse cosa vedere a Piedimonte di Casolla, non potremmo che fare una onesta quanto doverosa premessa: è tutto in salita. Il borgo è incastonato proprio a metà del “Sentiero Reale”, lungo il Cammino della Via Felix. Basti pensare a come si arriva a Casolla: per chi si muove da Caserta, il percorso è, di fatto, lo stesso che porta all’antico borgo di Casertavecchia, con una deviazione che ci fa addentrare all’interno del paese.
Detto questo, passiamo a cosa c’è di importante da vedere. Lungo Via Parrocchia troviamo i maggiori monumenti:
- la Chiesa di San Lorenzo Martire,
- Palazzo Cocozza di Montanara (nella foto grande, in basso),
- la Chiesa di San Rufo,
- l’Abbazia di San Pietro ad Montes (assoluta chicca, rappresentata in foto),
- il già citato Palazzo Alois,
- Palazzo Orfitelli (l’edificio in foto, provvisto di guglie e di ampio portale),
- Palazzo Iannelli.

Ognuno degli edifici di Casolla conserva le tipiche caratteristiche di un palazzo nobiliare a corte e nasconde interessanti testimonianze artistiche. Gli affascinanti tratti medievali del borgo sono facilmente riconoscibili nelle sue pietre. Il basolato nero delle strade, è a tratti bianco per riflettere la luce notturna della luna.
Il gusto catalano della facciata di Palazzo Cocozza dei suoi inserti in piperno, evoca storie di nobili potenti e al suo interno giace uno dei giardini più belli d’Italia. Ma è il palinsesto storico a farla da padrone, come nel caso di San Pietro ad Montes, l’ultimo gioiello del borgo prima del percorso pedemontano per Casertavecchia. Come per l’abbazia di Sant’Angelo in Formis, che sorge sul tempio di Diana Tifatina, anche San Pietro sorge su un antico tempio romano, Giove Tifatino; dei cui materiali di spoglio ci si è cibati per la costruzione dell’attuale impianto architettonico.
CASOLLA E UNA SINGOLARE VOCAZIONE ARTIGIANA
E passiamo, alla fine di questo post, a raccontare per cosa è nota Piedimonte di Casolla. Nel corso dei secoli, gli artigiani del borgo si sono affermati come abilissimi fornitori dei cantieri della Reggia di Caserta, grazie a un prodotto – al tempo – fondamentale per l’edilizia: la colla, derivante dall’essiccazione delle pelli animali.
I produttori di colla casollesi divennero famosi – raggiugendo addirittura le Esposizioni Universali – perché il loro prodotto era estremamente utile a fissare i preziosi parati di seta leuciana, di cui la Reggia di Caserta trabocca.
La storia ci ha lasciato a Casolla ben 18 laboratori della colla, edifici di vera archeologia industriale e dall’insolita forma: le collére.
E tu conosci altre particolarità su questo borgo? Scrivicelo nei commenti!
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